Aprire una palestra o un box CrossFit in Italia nel 2021 ha davvero senso?

Come sai, i miei articoli hanno l’obiettivo di dare valore a chi legge, di trasmettere informazioni e pratiche utili.

Perciò, lascia che risponda alla domanda contenuta nel titolo di questo articolo, con una affermazione sincera: “No! Non farlo!”

E’ fondamentale che tu capisca chi sei e dove sei rispetto al mondo del CrossFit – e del fitness in generale.

Siamo nel 2021 e tu questo treno lo hai perso: stai tentando di salirci mentre questo è in corsa, ma lui già da tempo viaggia a velocità sostenuta.

Accontentati di praticare il CrossFit o il fitness come passione ed evita di fare un errore che pagherai amaramente.

Prova ad analizzare con obiettività lo scenario e guarda i numeri:

  • L’Italia è il terzo paese al mondo per numero di box presenti (oltre 600, in crescita) e il numero delle palestre è incalcolabilmente più alto
  • L’Italia però NON è nemmeno tra le prime 100 nazioni al mondo per numero di abitanti
  • L’Italia NON è tra le prime 100 nazioni nemmeno per quanto riguarda la propensione o la pratica di sport

Qualche altro dato:

  • Statisticamente, guardando anche quello che succede sul mercato americano (che forse è un po’ più popolato e più propenso allo sport), il 95% dei box che apriranno ​oggi chiuderà nei prossimi due anni. 

E questa non è la mia previsione: è la previsione di CrossFit, che infatti ha deciso di rivolgere le proprie forze da qui in avanti al di fuori dagli USA.

  • Ormai il numero di chiusure nel mercato USA ha superato il numero di aperture
  • Il fenomeno delle chiusure è cominciato anche in Italia, e sta crescendo tanto quanto le nuove aperture

Se prendiamo il primo dato (la previsione di chiusura a due anni del 95% dei nuovi box), il restante 5% starà in piedi a fatica e dovrà combattere contro un mercato già saturo.

E questi dati non sono poi così diversi dalla situazione delle palestre generaliste in Italia.

So che quanto ti sto dicendo non ti piace e che NON ti convincerò a non aprirla quella palestra o quel box, ma vorrei che almeno ascoltassi la mia storia, la storia di come ho iniziato e degli errori che ho commesso lungo il percorso.

Se oggi io avessi saputo a cosa andavo incontro, forse non avrei aperto un Box CrossFit, o quantomeno non lo avrei aperto con le condizioni che ti sto per raccontare.

Anche io, all’inizio, ignorai tutti quelli che mi mettevano in guardia sui segnali fin troppo evidenti che era un’idea rischiosa.

Ma io ormai avevo deciso e nulla sarebbe riuscito a farmi cambiare idea.

Le conseguenze furono devastanti – e non sto esagerando.

La situazione divenne disastrosa già dopo pochi mesi e, per i restanti due anni, il box che avevo aperto avrebbe potuto chiudere da un momento all’altro tanto era fragile e in balia di litigi e disorganizzazione.

E tutto questo, che piaccia o non piaccia, si riversa sul cliente.

E quando si riversa sul cliente, vuol dire che comincia a toccare anche le tue tasche.

Per raddrizzare la situazione, dovetti fare un grande bagno di umiltà, rimettermi in discussione in toto, capire che fare l’imprenditore non è come lavorare in azienda: è tutto diverso, tutto nuovo, tutto lontano da studi ed esperienze fatte in precedenza.

E così, per dare una chance a questo progetto, dovetti rischiare ancora di più, economicamente e personalmente.

Per i successivi due anni, oltre ad averci messo dentro altri soldi, provenienti sempre dai miei risparmi, per liquidare tutti gli altri soci, ho regolarmente sacrificato anche parte del mio stipendio per pagare spese, trainer e altro.

Ho dedicato TUTTO il tempo libero a mia disposizione a lavorare nel box e per il box.

Dal 2012 in poi, non ho visto un giorno di ferie per anni.

Dopo aver conseguito una laurea e fatto per anni corsi di management di alto livello, mi sono ritrovato di nuovo sui banchi scuola.

Ma non avevo altra scelta: non volevo perdere i soldi che avevo investito e su cui tanto avevo sudato.

E così, piano piano, con grandi sacrifici e tante rinunce, ho portato CrossFit Bicocca ad essere un vero e proprio esempio dal punto di vista gestionale, finanziario ed organizzativo.

Ora è sicuramente un box di successo, difficilmente attaccabile, nonostante non sia – dal punto di vista strutturale – il più bello o il più grande della zona.

Non è stato facile, per niente, ma nulla è stato per caso, né l’insuccesso iniziale, né il successo seguente.

Formarsi, studiare e mettersi in discussione continuamente non garantisce il successo della tua idea…

…ma sicuramente il non farlo ne garantisce l’insuccesso.

Se commettessi oggi gli errori commessi quando è stato aperto CrossFit Bicocca, tra qualche mese ritroveresti l’insegna infilata in un cassonetto.

Questo perché i tempi sono notevolmente cambiati e il gioco si è fatto più duro.

Perciò, se proprio non vuoi desistere dal tuo progetto di aprire un box o una palestra, lascia almeno che provi a darti alcuni consigli che ti diano la chance di rimanere in quel 5% ​che, in qualche modo, ce la farà. Per approfondire richiedi una consulenza fitness gratuita.

Nei prossimi articoli, infatti, andremo ad approfondire nel dettaglio cosa fare e cosa NON fare per restare in quel 5%.

Cordialmente,

Mr Beef

Roberto Manzi

Roberto Manzi

* Co-Owner di Gym Partner e Business Partner
* Co-Owner di GS/Loft Milano Marittima
* Co-Owner di CrossFit Cervia
laureato in economia, Imprenditore e Consulente con 20 anni di esperienza in aziende multinazionali.

Nel 2012 ha aperto uno dei primi Box CrossFit in Italia, venduto poi nel 2018, realizzando la prima operazione di vendita con profitto di un box funzionale.

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